132) Versi aurei – 12/05/2023 CdA
una poesia al giorno
Per i tempi veloci e difficili attuali,
non è facile inerpicarsi sugli erti
sentieri dell’etica pitagorica
e recuperare predisposizioni,
ormai da tanto tempo scomparsi…
Onora prima di tutto gli dei mortali,
come è stabilito per legge, e osserva
il giuramento; poi gli splendidi eroi
e i demoni sotterranei rispetta,
come stabilito dalla norma.
Non è facile riconquistare il senso
del sacro e della vita, e il rispetto
dovuto da rendere al mistero del divino,
base e presupposto di ogni cammino,
diverso il contesto dei versi aurei…
Onora i genitori e i parenti prossimi;
degli altri chi più eccelle in virtù renditi
amico; non odiare un tuo compagno
per una piccola manchevolezza, se puoi,
perchè potere è congiunto a necessità.
E’ complicato e macchinoso riscattare
un sistema di valori in una società corrotta
che fonda spesso i rapporti sull’interesse e
sulla convenienza anche con familiari e amici;
e che alimenta la cattiveria, l’egoismo,
l’invidia e il complesso di Procuste…
Abituati a dominare lo stomaco e il sonno, il sesso
e l’ira; non fare niente di riprovevole con gli altri
nè da solo; rispetta sempre te stesso; persegui
in parole e opere la giustizia; non agire prima
di riflettere; sappi che tutti moriamo e le ricchezze
è facile ora guadagnarle ora perderle.
Non è facile riesumare, in contesti traviati e libertari
come gli attuali, atteggiamenti e comportamenti
di autocontrollo e rispetto per tutto ciò che merita
considerazione, o per tutti quelli che si spendono
per gli altri con vero spirito di servizio e di giustizia….
Dei dolori che i mortali ricevono in sorte,
qualora te ne tocchi una quota, sopportala
senza irritarti. Conviene anche porvi rimedio,
per quanto puoi,e ricordati che ai buoni il destino
non molti di tali dolori assegna. Arrivano
alle orecchie degli uomini parole buone e cattive,
non spaventarti nè lasciarti influenzare.
Anche se ti si dice il falso, sopporta serenamente…
Intricato e macchinoso è ritrovare in comunità convulse
come le attuali, valori di condivisione e solidarietà,
per intraprendere in compagnia percorsi di crescita,
di formazione e di civiltà… I modelli correnti, in attesa
di tempi migliori, apprezzano più l’avere,
il consumismo e il possesso che il dare e l’essere…
Quello che io dirò, in tutto si osservi: nessuno ti induca
nè con parole, nè con fatti a fare e a dire cosa che non sia
per il tuo meglio; pensa prima di agire per non commettere
sciocchezze, è dello stolto fare o dire cose senza riflettere;
compi cose di cui tu non abbia a pentirti. Non fare cose
che non sai, ma apprendi quanto è necessario,
così potrai vivere una vita felicissima.
Non è facile mantenere l’autonomia di pensiero e difendere il vero,
il bene e il giusto, laddove la sete di potere e la fame di denaro
distruggono la dignità propria e degli altri, l’ambizione sfrenata
ed egoistica anche la coscienza e i valori. Non è di tutti il potere
di cambiare il mondo, nè il diritto-dovere di dire come si vuole…
Bisogna non trascurare la sanità di corpo, ma serbare la misura
nel bere e nel cibo e nelle esercitazioni fisiche: chiamo misura
quel tanto che non ti cagionerà molestia. Abituati a un stile di vita
puro e austero, e guardati dal fare cose che suscitano invidia.
Non spendere inopportunamente, come uno che non conosce
regola, non essere avaro: per tutto il meglio è la misura.
Fa ciò che non ti recherà danno e rifletti prima di agire.
Complesso e tortuoso è impedire che sia il tempo a usare e
scarabocchiare la vita in comunità moderne, e recuperare
l’autonomia e la libertà di impiegare il proprio. Testimoniare
cosa controcorrente o sconosciuto ai più diventa un’impresa
ardua e pericolosa, quasi come ricercare verità condivise…
Non accogliere il sonno sui molli occhi, prima di aver pensato
tre volte a ognuna delle azioni del giorno: In ché errai?
Che cosa ho fatto? Quali dovere omisi?E incominciando
dalla prima azione passa a tutte le altre. E poi delle cattive azioni
che hai commesso rimproverati, delle buone rallegrati.
Affaticati intorno a queste cose, queste medita, queste devi amare:
queste ti guideranno sulle orme della virtù divina, sì, per colui
che rivelò alla nostra anima la tetrade fonte dell’eterna natura…
Non è facile diffondere l’impegno a condividere con gli altri
il bello e il vero, presenti, anche se in misura diversa, in tutti
i cuori, e lo sforzo di lavorare su se stessi per estirpare il brutto
e il falso, purtroppo diffusi in tutti gli animi e le menti, che
incattiviscono i rapporti e avvelenano i comportamenti…
Ma accingiti all’opera dopo aver supplicato gli Dei
che abbia buon fine; così facendo conoscerai l’essenza
degli Dei immortali e degli uomini mortali, e come ogni cosa
divenga e come finisca. Conoscerai per quanto è giusto
che la natura in ogni cosa è simile a sé stessa: così
non crederai nell’impossibile, né alcuna cosa ti rimarrà ignota;
conoscerai che gli uomini da sé stessi si procacciano i mali:
infelici, che, stando loro vicini i beni, non vedono ne intendono…
Contorto e confuso è il viaggio esistenziale di chi non crede
nella giustizia degli uomini e non ha fede in quella divina. Intanto
la storia insegna che le masse manipolate dal “potere” sono le più
povere e poco istruite, cosa che spiega i suoi tentativi continui
di recintare e ridurre il ruolo della Scuola e delle Agenzie educative…
Pochi conoscono la liberazione dai mali. Tale destino turba le menti
dei mortali: a precipizio sono trascinati verso altro con sofferenze
infinite, poiché la triste discordia, loro congenita compagna, li rovina
senza che se n’avvedano: la quale non si deve seguire, ma cedendo
fuggire. Oh Giove padre, tu potresti liberare tutti da molti mali,
se rivelassi a tutti quale sia il proprio Demone…
Non è facile recuperare le condizioni interiori per approfondire
in libertà la conoscenza di se stessi, per affinare le giuste capacità
di decodifica di una realtà resa dall’uomo, complessa e complicata.
E’ più che impressione ritenere che l’unica libertà che si concede
l’uomo di oggi sia la scelta delle sue ramificate schiavitù…
Ma tu confida, perché divina è la stirpe dei mortali, ai quali
la natura ha dato ogni cosa a conoscerne il sacro; se ne sei parte,
avendo fatto espiazione avrai autorità su ciò a cui ti inizio e
ti libererai dalle pene dello spirito. Astieniti dai cibi di cui parlammo,
durante le lustrazioni e le purificazioni operando con giudizio, medita
ogni cosa, ponendo al di sopra di tutto la mente, ottima auriga…
E se lasciato il corpo, ti libererai nel puro etere, sarai come un dio
eterno, incorruttibile, non più mortale.
Per i tempi veloci e difficili attuali, è proprio difficile inerpicarsi
sugli erti sentieri dell’etica pitagorica, (per i Cyloni di oggi
e i tanti “rinnegati”), e lungo è il percorso di preparazione
alla purificazione e alla perfezione, passaggio obbligato
per salire, incorruttibile, al puro etere…
una poesia al giorno