235) Lettera ad una professoressa – 23/08/2023
una poesia al giorno
“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali per diseguali” (don L. Milani)
Da molti ancora e mai ricevuta,
pedagogisti famiglie e addetti ai lavori,
una lettera che ha pressato il dito
nella piaga della formazione, spedita
nel lontano millenovecentosessantasette.
Giuste son le leggi che esaltano la forza del debole,
non quelle manipolabili e incapaci di tutelare gli ultimi
Da altri ancora ricevuta e purtroppo mai letta,
quasi per ideologico rifiuto. E solo da pochi,
figli di un percorso profondo e di buon senso,
convinti del nuovo corso, accettata esaltata diffusa
e applicata nella prassi didattica con risultati egregi.
Giusto insegnare il valore delle leggi, ma ancor di più
il loro uso, la loro trasformazione in comportamenti
quotidiani, in partecipazione utile e cittadinanza attiva…
Un invito da concreta rivoluzione con pellica vittoria,
per tamponare la dilagante sfiducia nelle Istituzioni
educative e l’invito pressante di descolarizzare
una società in crisi e priva, ahinoi!, di modelli positivi,
che possano supportare una società complicata…
Giuste le leggi che rispettano seriamente in concreto
la dignità umana e i diritti di tutti senza ammiccamenti
Intuizione profonda e innovativa dell’eretico Milani,
che da Barbiana, assieme alla sua “simpatica
e derelitta banda”, lancia un concreto messaggio
d’inclusione democratica vera ed organica per tutti,
fiducioso in una scuola non strumento di selezione
Né di riproduzione sociale, per perpetuare classi
di privilegi economici e culturali, fissati d’autorità
e arbitrariamente dai potenti di turno, una vera truffa
di convincimento sulla giustezza e necessità divina,
che ogni società sia divisa in padroni e schiavi,
ricchi e poveri, da accettare senza discutere, anche
con la complicità, dispiace dirlo, di una Chiesa,
che ama spesso dialogare a parole con i derelitti
e fingere interesse da falsi samaritani per i bisognosi,
ma nei fatti camminare con i potenti di turno…
Giusto è opporre (come diritto naturale) resistenza civile,
democratica, politica alle tante leggi manipolabili
dai potentati di turno e gli affaristi di sempre.
Giusto il sapere critico al servizio di ogni resistenza civile
e di partecipazione attiva alla vita democratica del paese.
Lettera spedita ma non ancora da tutti ricevuta
discussa assimilata per favorire a tutti i livelli
prese di coscienza, per accelerare riforme,
nuovi approcci, metodologie più aderenti
al nuovo complesso e tecnologicamente avanzato.
Giusto anche opporre alle tante leggi, incapaci
di tutelare gli ultimi e utilizzate solo per mortificare
e sottomettere i soliti oppressi, “lotta rivoluzionaria
quando non è possibile far diversamente”.
Un nuovo che per ora avanza lentamente,
mancando il coraggio agli addetti coinvolti
di modificare schemi mentali consolidati e
fossilizzanti, elastiche capacità di riadattamenti,
ostativi di veri e duraturi cambiamenti.
Vivo come non mai il pensiero pedagogico
di don Milani, attuale è Barbiana come modello
di scuola di legalità e di dissenso
Ma la scuola così rimane ancora un tribunale
che irrora sentenze, condanna e premia,
non sempre con logica e buon senso,
mortificando lo spirito democratico
di una formazione liberatrice per tutti.
Giusto e doveroso operare con ogni mezzo
per ridurre le ampie distanze di sempre
tra il dire e il fare, tra le promesse e le realizzazioni,
tra i progetti annunciati e le costruzioni.